Malvasia

Tutti i contenuti scientifici e le note di degustazione qui riportati sono tratti dal volume "Aromi, sentori & gusto dei vini" dell'enologo Pantaleo Provenzano, un punto di riferimento fondamentale per chi desidera approfondire la conoscenza dell'ampelografia e dell'analisi sensoriale dei vini pugliesi.

3/23/20262 min read

La Malvasia è un importante vitigno e vino diffuso in tutta Italia. Troviamo molti genotipi di Malvasia bianca e nera; hanno caratteristiche ampelografiche diverse in quanto a grappolo, a colore, a gusto e soprattutto la componente aromatica, che è l’elemento più significativo per decifrare le possibili differenze varietali.

Le Malvasie bianche più rappresentative sono: la «Malvasia di Bosa» D.O.C. nelle tipologie secco, dolce naturale e liquoroso; la «Malvasia di Cagliari» D.O.C. (secco, amabile e liquoroso) e la «Malvasia di Lipari» D.O.C. (secco, dolce naturale e passito). Questi vini sono spesso pronti per il consumo già pochi mesi dopo la vendemmia. Lo stesso vale per le Malvasie rosse che, da sole o congiuntamente ad altre uve, danno origine a vini morbidi, aromatici e di pronto consumo. Tra le rinomate bacche rosse spiccano la Malvasia di Castelnuovo Don Bosco (D.O.C. dal 1973), molto apprezzata dai giovani per il contenuto alcolico moderato e il gusto fruttato, la Malvasia di Casorzo d’Asti (dolce e leggermente aromatica) e la Malvasia nera di Brindisi, istituita a D.O.C. nel 1995.

In Puglia, la Malvasia nera è fondamentale per smussare la spigolosità di alcuni vini famosi: partecipa fino al 40% nella produzione del Leverano rosso e rosato, al 20% nel Salice Salentino D.O.C. e al 30% nel Copertino D.O.C. La Malvasia bianca invece concorre al 50% nel Leverano bianco e fino all'85% nel Leverano Malvasia bianca. Esistono innumerevoli sinonimi (Malvasia della Basilicata, del Chianti, di Bari, di Bitonto, di Candia, di Trani), a testimonianza di un antico insediamento su tutto il territorio nazionale.

Cenni Storici: Le fonti sono concordi nel ritenere il vitigno originario della Grecia, a sud della costa del Peloponneso. Si argomenta che i veneziani, incuriositi dalla bontà di questo vino dopo aver espugnato la città di Monemvasia, lo vollero impiantare a Creta. Successivamente, i vitigni approdarono in quasi tutte le regioni d’Italia, inclusi il Piemonte, la Toscana, il Lazio e l'antico porto di Taranto, nella Magna Grecia. Nelle province di Lecce e Brindisi, questa prestigiosa uva partecipa da sempre, insieme al Negroamaro, alla produzione del famoso «Rosato del Salento».

Profilo Aromatico: Gli esperti attribuiscono alle Malvasie:

  • Sentori Floreali: Rosa gialla, rosa tea, acacia, gelsomino, fiori gialli e lievi note di geranio.

  • Aromi Fruttati: Albicocca, pesca bianca, mela limoncella, pompelmo, bergamotto, buccia d'arancio, nocciola, mela golden e cotogna.

  • Note Complesse: Ananas sciroppata, marzapane, frutta cotta e cannella.

Test guida: Degustazione «Leverano» Malvasia bianca (100% purezza)

  • TIPICITÀ: 100%

  • GRADAZIONE: 12% vol.

  • COLORE: Paglierino scarico

  • TONALITÀ ED INTENSITÀ CROMATICA: Eccellente

  • ODORE: Delicato, con note fruttate di mela

  • FINEZZA OLFATTIVA: Molto fine

  • INTENSITÀ OLFATTIVA: Molto intensa

  • FRANCHEZZA OLFATTIVA: Franco, gradevole

  • PERSISTENZA AROMATICA OLFATTIVA: Lunga

  • GUSTO: Elegante, asciutto, appagante, fresco ed armonico

  • SENSAZIONI RETRO-OLFATTIVE: Delicate e fini, positive al 100%